Sono appena tornata da un mezzo pomeriggio di shopping con Laura che vale la pena di raccontare... (avvertenza: è un pò lungo... ma esilarante!) ieri sera su una rivista di Brighton avevamo visto un paio di ciaba-scarpine molto carine, stile Amelie, di un sacco di colori (prima o poi posterò il modello) e abbiamo pensato che dovevano essere nostre. Così oggi alle 15 partiamo belle caricate per uno shopping di tutto rispetto, visto che i negozi qua a Brighton sono molto di tendenza (Elena quando verrai tu, tieni mano al portafoglio...
) con lo scopo fisso di andare alla ricerca di questo negozio: prima portiamo Atti a comprarsi un maglione (che magicamente sono diventati due) al prezzo di...UDITE UDITE, 3 pound l'uno, ovvero 9.000 lire, e poi Atti ci abbandona per la spiaggia e noi continuiamo il nostro giro.
Ci siamo perse tra le North e le South Lane, visto che Laura sta qui da un anno ma si orienta peggio di me (e chi mi conosce sa quanto io sia pessima!) nella speranza di trovare le scarpe senza dover cercare la strada, ma niente... in compenso becchiamo due italiane disperate che "non trovano casa, non trovano lavoro, non sanno l'inglese e le scuole di lingua costano troppo!". Liquidate le due, con cartina alla mano, che per un quarto d'ora abbiamo letto al contrario (e qui devo scrivere che alla fine Laura è riuscita a capire dove ci trovavamo e come potevamo raggiungere il nostro negozio) arriviamo ad una strada desolata, che sarebbe dovuta essere la nostra, ma in cui non c'era l'ombra di uno shop. Ci fermiamo ad un angolo incerte se proseguire o tornare con la coda tra le gambe a casa, completamente sconfitte... e a quel punto, la salvezza! Un signore si avvicina e ci dice: "You two look a bit lost" (Traduzione: voi due mi sembrate un pochino perse!) e ci consiglia di continuare per la strada dove eravamo perchè era quella giusta. Rincuorate, ripartiamo e in lontananza scorgiamo il negozio: PARDON MY FRENCH...

cominciamo a correre e una volta arrivate - alle 17.10 - scopriamo che il negozio aveva chiuso alle 17 (In Inghilterra questi sono gli orari!). Appoggiamo i nostri tristi musetti alla vetrina con tanto di saracinesca, contemplando le scarpette che ci fanno l'occhiolino, progettando di tornare il giorno dopo, quando ci accorgiamo che tra le scarpe qualcosa si muove... è la signora del negozio!!! A gesti la preghiamo di aprirci ma lei ci dice - sempre a gesti - che il negozio è chiuso e allora io e Laura escogitiamo questo piano: io scappo verso il retro in modo da fermare la signora preparandomi questo discorso "I pray you, tomorrow we'll return in Italy e your shoes are so pretty... do an exception... Open the door...", mentre Laura la tallona sul davanti. Mentre la aspetto, sento Laura che mi grida di tornare che la signora ci ha aperto e ringranziandola in tutti i modi - mentre lei gentilissima ci dice "Vi prego fate presto che mi aspettano i bambini", vediamo le scarpe: sono proprio loro, azzurre come le volevamo. Le chiediamo la taglia, 37, e lei si mette a cercare, a cercare... e non dice niente... così un brutto presentimento
si fa strada nella nostra mente... e il presentimento viene confermato: "Sorry but there isn't your size... I'm very sorry!".
Non c'è commento che tenga alla nostra avventura... siamo tornate senza scarpe ma con una scorta di risate...

