27/07
Alle 23.35 siamo sull'autobus che ci sta riportando a Brighton... Elena e Atti si sono addormentati dopo tre giorni di Londra vissuti nel modo più pieno, più stancante, più intenso e divertente come mai avremmo potuto immaginare.
Mi ricredo completamente sul conto di questa città: mi ha completamente affascinata, in tutte le sue parti e quartieri... Londra vive e respira come una persona. Saranno le folle di Piccadilly, i colori di Soho, gli odori di Chinatown e i mercati di Covent Garden, le facce austere delle case vittoriane, il jazz e il rock e il blues che gridano dai locali, sarà il Tamigi che scorre lento mentre tutto su di lui passa veloce. Qualunque cosa sia, e forse è tutto questo insieme, rende questa città, unica.
Faccio collezione di grandi città e stanotte in questo viaggio di ritorno mi vengono in mente anche Barcellona, Madrid, Lisbona, Atene, Roma. E poi mi viene in mente un libro. Le città invisibili di Calvino. Le mie città invisibili diventano loro, racchiuse dentro il nome pomposo di capitali, che conservano ancora intatto il loro fascino dei secoli. E' come se il tempo non fosse passato per alcuni angoli di queste città e devi essere in uno stato magico per ascoltare quello che ti sussurrano. Non devi abitarci perchè purtroppo tutto si fa abitudine, non devi idealizzarle perchè potresti rimanerne deluso, ma puoi viaggiarci attraverso ed è quello che io, Attilio ed Elena siamo riusciti a fare a Londra.
La notte ispira filosofia spicciola si sa, ma la sensazione di essersi appropriati di una città questa sera è davvero forte e davvero bella. Così come diventa bello raccontare la nostra ultima giornata londinese:
dopo la solita sveglia mattutina (e stamattina per fortuna non abbiamo avuto nessuno incontro con le due italiane cafone e rozze degli scorsi giorni) siamo partiti per una gita ai Kew Gardens: sono dei giardini botanici grandissimi a circa mezz'ora dal centro di Londra (che abbiamo raggiunto con la metro, un pò costosa ma funzionale) che hanno la bellezza di tre serre tropicali - enormi - giardini e prati meravigliosi, aiuole di rose e mille altri fiori che non conosco ma che mischiati insieme davano un effetto straordinario, e poi alberi, di tutte le specie e di tutto il mondo, e laghetti e... insomma un angolo di paradiso, che tanto angolo non era visto che ci abbiamo impiegato le nostre belle tre ore e mezza per girarlo senza neanche riuscire a visitarlo tutto.
Pranzo al sacco nel giardino e passaggio obbligato, per ogni buon turista che si rispetti, a Tower of London - la fortezza di londra che ha assistito alla decapitazione di vari re e che oggi conserva i gioielli della Corona - e a Tower Bridge - il ponte bianco e azzurro sul tamigi, la cartolina più spedita di solito, per capirci.
Da lì siamo poi passati al quartiere dei Docklands, che sono dei palazzi con, al posto dei cortili in cui si posteggia la macchina, dei cortili sì, ma pieni d'acqua e che hanno accesso direttamente sul Tamigi, in cui si parcheggiano yacht e barche... poverini eh!! In realtà agli inizi del '900 il quartiere era uno dei maggiori porti di Londra aperto al commercio con le Indie. L'effetto è davvero strano. Sebbene distrutti (le nostre gambe non fanno in tempo a riprendersi nelle 7 ore di dormita che vengono martoriate per altre 12...) ma provvisti di biglietto giornaliero della metro, ci siamo spostati nel quartiere della City, dove pulsa il cuore della finanza, del giornalismo e della legge. La celebre Fleet Street, e chi ha studiato Scienze della Comunicazione dovrebbe sapere perchè celebre (a voi la parola nei commenti... e non vi andate a vedere i libri!) ti introduce proprio in questo mondo. Girando nella City non vedi altro che uomini in giacca e cravatta e donne in tailleur, e avolte anche qualche avvocato in toga o giudice con la parrucca (qua si usa ancora, really!), ma la sensazione che si ha è quella della Londra antica, quella del film di Mary Poppin's (avete presente la scena in cui il padre dei bambini fa avanti e indietro dalla banca??) e da un momento all'altro guardando con il naso in aria ti aspetti di vedere Spazzacamin che saltella da un tetto all'altro e ti trovi a girare per la strada canticchiando la canzone... La City non mi è dispiaciuta, perchè è vero che c'è un clima di affari e dinamismo ma la via cattura la tua attenzione grazie a queste banche, alle redazioni dei giornali e alla Corte di giustizia che stanno lì da centinaia di anni e ti senti in balia del tempo passato. Non avremmo visto un posto importante di Londra se non ci fossimo passati!
La zona della City comprende anche uno dei musei più belli che abbiamo visto - o meglio, visto velocissimamente perchè erano le 17.30 e chiudeva alle 18.00 - la Tate Modern, ovvero una galleria di arte moderna e contemporanea (tutti i grandi artisti del '900) divisa non in modo cronologico come di solito sono i musei, ma per tematiche, con la possibilità di trovarti nella stessa stanza un quadro di Dalì, Magritte, Picasso o Mirò... MERAVIGLIOSO!!! Siamo riusciti a vedere il Narciso di Dalì - uno dei nostri quadri preferiti... mia sorella stava per piangere - i nudi di Modigliani, che sono qualcosa di straordinario, ma purtoppo tutto troppo in fretta, così abbiamo deciso di tornarci sabato, ovvero il giorno della nostra partenza visto che abbiamo 4 ore di buco tra un autobus e l'altro per raggiungere l'aereoporto. Merita davvero!
Ormai davvero allo stremo fisico e mentale delle nostre forze, siamo andati a cena nel cuore di Soho per poi riprendere l'autobus che ci sta portando a Brighton... senza bagagli! Adesso che è sbollito un pò il nervosismo posso raccontare: Questa mattina avevamo lasciato le valigie al deposito bagagli della stazione per poi riprenderli la sera... per farla breve, il deposito chiude prima delle 23, noi arriviamo alle 23 e troviamo la sarecinesca chiusa con dentro la nostra roba... allora, scene isteriche: blocchiamo un povero conducente di autobus e lo aggrediamo con parole che sono tra l'inglese el'italiano, io busso alla saracinesca disperata, Elena corre per tutta la stazione cercando l'omino dei bagagli, Atti va al Point Help... ma non c'è nulla da fare. Dobbiamo aspettare le 7 di mattina per poterli riprendere, e il pulmann parte per Brighton tra un quarto d'ora. Decidiamo di tornare a B. perchè non riusciamo neanche a immaginare di dormire in stazione... domani Atti, fresco e riposato tornarà a Londra per riprenderli... E così finisce il nostro travelling londinese...

