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lunedì, 19 luglio 2004
18/07
Ultima mattina all'Isola di Wight, terra di pensionati e di bambini, in cui non si vede un giovane della nostra età neanche a pagarlo litri di birra. Un posto dove il mare la fa da padrone, nonostante non sia per niente bello. Un posto simpatico, e con delle caratteristiche tipiche che stupiscono (penso ai tetti di paglia, ai prati a picco sul mare, o al Donkey Sanctuary, il santuario degli asini), ma che non merita la fama che accompagna il suo nome. Comunque... Stamane solita colazione Vegan e chiaccherata con la solita coppia di inglesi. Attraverso un complicato ma funzionale sistema di cambi e trasbordi appositamente da me studiato in prima persono per ottimizzare tempi e spese giungiamo all'attrazione turistica pricipale dell'isola: Amazon World.

Non sappiamo precisamente cosa aspettarci, se un parco dei divertimenti, una riserva naturale o cos'altro. In pratica è uno zoo, più bello dei soliti, con una ricostruzione dell'ambientazione pluviale fatta bene. Ma le gabbie, come al solito, troppo piccole, e gli occhi degli animali... un po' tristi. Abbiamo visto delle scimmiette simpaticissime, le tartarughe giganti, i pinguini suddafricani, gli armadilli che trottano nella gabbia come dei cartonimati, tucani col becco piu' lungo del corpo, uccelli fantastici di tutti i tipi, fenicotteri, serpenti, felini, piranha, un vero iguana (gustatelo in foto Niko, altro che pirina!), lemuri, altri cosi strani tipo formichieri, altri tipo cinghiali, falchi, civette etc.


Insomma lo zoo, emozionante e un po' triste allo stesso tempo come è sempre stato. Seguendo il calcolatissimo tracciato bussistico che ho evidenziato in precedenza, siamo arriavati a Ryde, la città più grande dell'isola da dove abbiamo ripreso il traghetto per la main land (l'inghilterra continentale). Treoreemmezzadicotreoremmezza di viaggio, con traffico bbestiale visto che era domenica e la gente rientrava dal mare. Finalmente siamo giunti nella nostra Brighton, che ormai ci sentiamo un po' a casa nostra. Laura ha fatto la pizza. Noi sazi e soddisfatti blogghiamo... e andiamo a letto.
17/07
Sveglia alle 7:45 perche' qui servono colazione alle 8 o 'clock... Scendiamo nella hall vetrata (le case degli inglesi piacerebbero da morire a Lallu!) dove c'e' ad aspettarci un vero breakfast inglese... Peccato che i padroni della pensione siano "vegan", ossia rigidamente vegetariani, e quindi, sfortunatamente per Atti, non c'e' ne' bacon ne' sausages, ma soltanto latte di soia, cereali, succo di frutto, e pane tostato (ma anche burro d'arachidi! [by att])! In compenso, chiacchieriamo piacevolmente con una coppia inglese che ci scambia per due tourist-guide, ovvero coloro che visitano i posti per poi scrivere le recensioni nelle guide. La giornata è terribile... Il nostro programma è quello di andare alle Needles (spilli) che dovrebbero essere delle scogliere bellissime, all'altro capo dell'isola, ma in autobus becchiamo il peggior tempo che abbiamo mai visto da quando siamo in Inghilterra: pioggia, vento e grandine, che durano tutto il tempo del tragitto: un'ora e mezza! Arrivati ad Alum Bay (così si chiama il posto) tutto cambia: il cielo nero lascia spazio a un timido sole che durante la giornata è venuto completamente fuori e il paesaggio è mozzafiato: noi arriviamo proprio sopra queste scogliere di prato verde che danno a picco sul mare e i colori sono meravigliosi. Il bianco delle rocce, e il blu turchese del mare (finalmente abbiamo trovato un posto dove l'acqua ci ricorda l'Italia [del Sud, by att - e della Liguria e dell'Elba aggiungo io!] il verde brillante delle colline e l'azzurro (finalmente!) del cielo. Il mix fa un grande spettacolo ma lascio giudicare a voi dalle foto (che spero rendano un po').

Le Needles vere e proprie sono gli scogli bianchi intorno al faro che spuntano dal mare. Per vederle meglio, non abbiamo badato a spese e a rischi: sfidando il pericolo ci siamo presi la seggiovia che porta dalla sommità della collina alla spiaggia, e ancora non contenti, dalla spiaggia abbiamo preso il battello... tutte spese meritate!

Pranzo sotto il sole ma niente bagno perchè dato il tempo, non ci eravamo messi il costume... mi sa che non ci capiterà più la possibilità di farci una bella nuotata qua in Inghilterra! Anyway, molto soddisfatti, siamo ripartiti alla volta della nostra seconda tappa: Sandown, un paesino vicino a Shanklin, che non ha niente di particolare se non un lungomare carino ma soprattutto, l'immancabile Crazy Golf, a cui nè io nè Atti abbiamo saputo resistere! Ovviamente io ho perso (grassetto by att), ma ormai sto diventando sempre più brava e la prossima volta ci sarà una nuova campionessa!!! Ritorno a Shanklin, cena a base di Jacket potatoe e hamburger con patatine e visione di un film cacone: Never been kissed... P.S. A proposito di film, l'altra sera ci siamo visti Mistic River in lingua originale... chi è che aveva detto che era bello?? E comunque era tutto in slang american e anche con i sottotitoli abbiamo fatto una faticaccia a capirci qualcosa, per quanto ci fosse poco da capire...
(In realtà è il 16/07)
E' ormai chiaro che questo nostro soggiorno inglese sia dominata dalle prime impressioni negative. A prima vista infatti, L'isola di Wight ci è sembrata decisamente brutta! Arriviamo a Shanklin, dove abbiamo prenotato la pensioncina. Questa piccola cittadina sarà la nostra base per girare l'isola. Appena scesi ci fermiamo al Sommerfield (un supermercato) ad acquistare l'occorenza per il nostro parco pranzo e subito dopo ci perdiamo nel paese, alla ricerca della nostra pensione. Finiamo a chiedere informazioni, dopo che molti erano stati interpellati, ad un pub che aveva qualcosa di anormale. Da fuori sembrava un posto fico, abituato ad accogliere turisti. Dentro c'era unastrana atmosfera, ci hanno guardato tutti tipo alieni. Sula moquette per terra c'era coricato un cane grigio dalle dimensioni inenarrabili, sproporzionate, che praticamente occupava mezzo pub. Alla fine abbiamo trovato la pensione: un posto carino, con accoglienza molto cordiale, una camera tipo casa delle bambole. Abbandoniamo subito Shanklin per raggiungere Ventnor, un paesino sempre sul mare, che secondo la nostra fidata guida Routard, è uno dei migliori posti dell'isola:

la Routard si sbaglia... il posto ha degli begli scogli, una passeggiata piacevole sui prati a strapiombo sul mare ma per il resto non ha niente di bello. Il giardino botanico chiudeva troppo presto. Il parco naturale era stato spostato. Il borgo era banale. Il tempo era na vera mmerda.

Addirittura un tipo del posto che aveva un ristorantino, con cui abbiamo fatto due chiacchiere ci ha detto: "Che ci fate da queste parti? Vi siete persi?". (Gli inglesi, quando parlano, sono sempre ironici, qualunque sia la situazione o l'argomento. Sanno essere gentili e ironici allo stesso tempo e quindi non sembrano mai formali. Non l'avrei mai detto, gli inglesi sono gente piacevolissima) Siamo fuggiti dal nostro primo impatto con l'isola e siamo tornati a Shanklin. Qui finalmente l'impressione che l'isola di Wight sia una schifezza si dirada. Vediamo il vecchio borgo, che è un insieme di casette e pubbetti molto tipici, con i famosi tetti di paglia.

Mooolto carini! Dopo arriviamo nell'attrazione turistica più popolare della città: le Chine. In pratica è un boschetto rigoglioso percorso da un fiumiciattolo che si getta da un paio di alture formando una serie di cascatelle molto gustose sia per la vista che per l'udito. Insomma, non sono le Cascate delle Marmore, ma sono carine da vedere.

All'uscita del borghetto spuntiamo sulla spiaggia. Shanklin è un bel posto di mare, con una serie di pub sul "seafront", tipo Pizzo, per capirci. Peccato che qui nei pub ci siano solo vecchiacci e famiglie. Torniamo in albergo soddisfatti: Ventnor ci aveva spaventato ma Shanklin si è rivelato davvero un posto carino.
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